27/10/2026

Territorio

Terremoto 2009: dopo 15 anni, la ricostruzione in Abruzzo chiede ancora tempo e attenzione

Pubblicato il 3 min di lettura Di admin 85 visite
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Terremoto 2009: dopo 15 anni, la ricostruzione in Abruzzo chiede ancora tempo e attenzione

L’AQUILA – A oltre quindici anni dal sisma che devastò L’Aquila e decine di comuni del cratere abruzzese nel 2009, i cittadini attendono ancora risposte definitive, rallentati da una macchina burocratica che sembra non aver mai ingranato la marcia giusta.

Lo ha ribadito con forza il sindaco dell’Aquila e presidente di ANCI Abruzzo, Pierluigi Biondi, annunciando la presentazione di un emendamento al Decreto Economia per ottenere la proroga del Superbonus anche per il cratere 2009, al pari di quanto già concesso ai territori colpiti dal terremoto del Centro Italia nel 2016.

“Nessuno deve restare indietro” – ha dichiarato Biondi – “eppure il divario esiste, ed è concreto. Lo vivono ogni giorno cittadini, imprese, tecnici e amministratori che si scontrano con normative sperequate e tempi incompatibili con la realtà di chi ha perso tutto”.


Una ricostruzione eterna

L’Abruzzo paga il prezzo di essere stato il primo grande cratere sismico del nuovo millennio, ma anche quello più trascurato nel tempo. Dopo anni di attese, ritardi, rinvii e modifiche legislative, il rischio oggi è di vedere interrotti o incompleti migliaia di cantieri, semplicemente perché i tempi concessi non sono più sufficienti.

Eppure, le risorse ci sono: 70 milioni di euro sono già stanziati – sottolinea il sindaco – e non si chiedono nuovi fondi, ma solo il diritto di utilizzarli anche oltre il 2025, come avverrà per i territori del sisma 2016. Parità di trattamento, equità, buon senso.

“Non è un privilegio – dice Biondi – ma una necessità per restituire dignità a comunità che da 15 anni convivono con gru, impalcature e incertezze.”


Stessi luoghi, doppi disastri, tutele diverse

Il paradosso è evidente: molti dei comuni abruzzesi colpiti nel 2009 hanno subito anche il sisma del 2016, ma i cittadini si ritrovano trattati in modo diverso a seconda della data della scossa che ha colpito la loro abitazione.

La proposta di proroga è il frutto di un confronto diretto con i sindaci del cratere 2009, tenutosi a Fossa, e del lavoro condiviso con gli Uffici Speciali per la Ricostruzione. È un’iniziativa concreta, sostenibile, che non comporta costi aggiuntivi per lo Stato e che vuole mettere fine all’assurda lentezza che ancora ostacola la ripresa.


90 milioni in arrivo, ma servono anche gli strumenti

Oltre all’emendamento sul Superbonus, il Governo si prepara a sbloccare anche 90 milioni di euro destinati alla ricostruzione privata – parte di un fondo complessivo da 285 milioni – per aiutare quelle famiglie che non hanno potuto accedere al Superbonus in questi anni.

Un aiuto necessario, ma che da solo non basta se non accompagnato da una visione politica chiara, capace di garantire ai territori la possibilità di chiudere finalmente un capitolo lungo, doloroso e troppo spesso abbandonato.


“La politica dia risposte, prima che sia troppo tardi”

“Il nostro compito, come sindaci – ha concluso Biondi – è rappresentare le comunità e trovare soluzioni reali. Dopo 15 anni, quello che chiediamo è solo di poter finire ciò che lo Stato ha promesso ma mai realmente completato. La politica, se ascolta e agisce, può ancora fare la differenza.”


L’Abruzzo del 2009 merita rispetto. Merita tempo. Merita giustizia. E soprattutto, merita che la ricostruzione non resti una promessa incompiuta.

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