
Quella volta che a Basciano… i Baresi impararono a stare zitti!
A cura di admin ·
Mo te la racconto io com’è andata, fratè.
Tanto tempo fa, tra verità e leggenda, in tempi che oggi nessuno ha più le palle di ricordare, arrivarono a Basciano quattro Baresi, col petto gonfio e l’aria da padroni. Gente che manco ti guarda in faccia, capito?
Arroganti, convinti di comandare pure qui. Entrano in una vecchia osteria, sai com’è, roba di vino sfuso, pane duro e bestemmie. Ma era casa nostra.
Cominciano a fare i gradassi, insultano gli altri, alzano i bicchieri, ridono forte, fanno casino. Ma soprattutto e questa è la cosa che ha fatto girare il sangue, parlavano male di noi, dei bascianesi. Come se fossimo gli ultimi stronzi.
Allora uno, un tipo del posto, basso, magro, silenzioso, che fino a quel momento stava zitto in un angolo col suo bicchiere, si alza. Senza dire una parola. Se ne va.
Sai dove va? Dal calzolaio. Conosceva il posto. Entra, prende un coltellaccio da cuoio, roba che se ti sfiora ti fa la riga fino all’anima. Ritorna in osteria.
E lì... ZAC!
Uno alla volta, li apre tutti.
Non li ammazza, no, ché non voleva passare guai. Ma la pancia gliela taglia, gliela fa vedere. Così, giusto per fargli capire che a casa nostra non si comanda.
Pare che siano finiti tutti all’ospedale. Nessuno ci ha mai messo sopra il naso, né carabinieri né giudici. Perché, si sa… era “roba tra uomini”.
C’è chi dice che è leggenda, che è ‘na storia inventata.
Ma chi la racconta, quelli veri, quelli di dentro , ti guarda con uno sguardo che ti fa capire:
non sarà tutto vero… ma manco tutto inventato.
E da allora, a Basciano, i forestieri se lo ricordano bene: si viene col rispetto… o si torna a pezzi.