
La Maledizione del Vecchio bestemmiatore!
A cura di admin ·
A Basciano, tra i vicoli antichi e le case di pietra consumate dal tempo, si racconta una storia che ancora oggi mette i brividi. Una leggenda sussurrata a mezza voce nelle sere d’inverno, davanti al fuoco o al riparo dalle tempeste improvvise.
C’era una volta un vecchio, un uomo dalla lingua tagliente come una lama arrugginita. Un’anima scura, irriverente, con occhi gelidi e un ghigno perenne. Non era solo un burbero, era blasfemo, provocatore, e aveva un’ossessione malsana: offendere San Gabriele dell’Addolorata, il Santo amato da tutto l’Abruzzo.
Ogni volta che passava qualcuno devoto, lo scherniva. Quando sentiva suonare le campane della chiesa, rideva sguaiato. E nelle sue bestemmie, il nome del Santo era sempre presente, distorto, oltraggiato.
La gente del paese lo ammoniva:
“Zitt, piantala… non si bestemmia San Gabriele!”
Ma lui niente. Più lo supplicavano, più lo sfidava.
Poi venne quel giorno. Il cielo era grigio, l’aria pesante. Il vecchio, seduto su una sedia davanti casa, sputò l’ennesima bestemmia verso il Santo. Una frase così oscena che persino i cani smisero di abbaiare. E fu allora che accadde.
Una folata di vento gelido, improvvisa, soffiò dal nulla. Il vecchio si bloccò. Gli occhi sgranati, il volto impallidito. La bocca aperta… e dalla bocca cominciò a uscire la lingua.
Non qualche centimetro. No!.
Quaranta centimetri.
Una lingua violacea, gonfia, come se qualcosa l’avesse afferrata dall’interno e l’avesse tirata fuori, come una punizione antica.
Il vecchio non parlò più. Rimase vivo, ma muto. Lo si vedeva seduto su quella sedia con la lingua fuori, uno straccio per coprirla, lo sguardo perso. Alcuni dicevano che piangeva in silenzio. Altri giuravano che nelle notti di luna nuova, s’inginocchiava davanti alla chiesa.
I medici parlarono di una “strana patologia”. Ma nessuno seppe mai darle un nome.
Il paese, invece, non ebbe dubbi.
“Chi bestemmia San Gabriele… si ritrova la lingua in mano.”
Ancora oggi, a Basciano, i saggi ammoniscono i giovani con un dito alzato:
“Vuoi fare la fine del Vecchio? No? Allora onora il Santo. E taci.”
E in certe notti, quando il vento soffia strano tra i tetti, c’è chi giura di vedere una figura curva seduta tra le ombre… con qualcosa che penzola dalla bocca.