27/10/2026

Cronaca

Il figlio scomparso sul Gran Sasso da 9 mesi: il grido disperato di un padre

Pubblicato il 2 min di lettura Di admin 71 visite
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Il figlio scomparso sul Gran Sasso da 9 mesi: il grido disperato di un padre

Sono passati nove lunghissimi mesi da quel fatidico 21 settembre, quando Giorgio Lanciotti, giovane di 35 anni originario di Roseto e residente a Pineto, è svanito nel nulla dopo aver raggiunto la vetta del Corno Grande. Da allora, il cuore di suo padre, Gloriano, si spezza ogni giorno di più, stretto in un dolore che non conosce tregua.

Con la voce rotta dall’angoscia, Gloriano lancia un appello che è un grido di speranza e di amore infinito: «A nome della famiglia, ringrazio di cuore tutti coloro che si uniscono a noi nella ricerca di Giorgio. Non smetterò mai di ringraziarli. Un pensiero speciale va a Pasquale Iannetti, la guida alpina che si sta prodigando senza sosta. Speriamo con tutto il cuore che il destino ci riservi una risposta».

Il padre non vuole alimentare voci o speculazioni sulla possibile fuga del figlio: «Non faccio commenti, se non per esprimere la mia infinita gratitudine verso chi continua a cercarlo, con dedizione e passione».

La famiglia, nel tentativo disperato di non lasciare nulla al caso, ha avviato passaggi istituzionali per ottenere riscontri precisi sulle aree già battute lo scorso anno dal Soccorso Alpino, dai finanzieri specializzati dell’Aquila e dai vigili del fuoco. «Vogliamo evitare di ripetere ricerche inutili – spiega Gloriano – ogni dettaglio è prezioso, ogni passo deve essere calcolato per non perdere nemmeno un frammento di speranza».

Da pochi giorni, vicino alla vetta orientale del Corno Grande, un nuovo appello è stato affisso, un invito accorato a tutti gli escursionisti e scalatori: «Vi preghiamo, durante le vostre camminate, di osservare con attenzione ogni cosa. Anche il più piccolo indizio può essere la luce nella notte per noi, familiari e amici, che non abbiamo mai smesso di cercare il nostro caro Giorgio».

In questa tragedia senza fine, il tempo sembra essersi fermato, ma la speranza di un padre non muore mai. Il Gran Sasso custodisce ancora il mistero, ma il cuore di Gloriano batte forte, pronto a lottare fino all’ultimo respiro per riportare a casa il suo amato figlio.

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