11/09/2026

Territorio

Rigopiano, il dolore che non muore: al via l’appello Bis, familiari in aula con i volti dei loro cari

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Rigopiano, il dolore che non muore: al via l’appello Bis, familiari in aula con i volti dei loro cari

Il dolore per la tragedia di Rigopiano resta una ferita aperta nel cuore dell’Abruzzo. Otto anni fa, il 18 gennaio 2017, una valanga devastante travolse l’Hotel Rigopiano a Farindola, provocando la morte di 29 persone tra dipendenti e ospiti, in un contesto segnato da forti nevicate e scosse di terremoto. Quella tragedia immane segnò per sempre la storia della regione, lasciando un vuoto incolmabile e un dolore silenzioso ma incessante.

Ora, a Perugia, è iniziato il processo d’appello bis per la strage, una tappa cruciale nella lunga ricerca di giustizia. In aula, i familiari delle vittime hanno scelto di indossare magliette con i volti dei loro cari, un gesto carico di commozione e significato che testimonia quanto il ricordo di chi non c’è più sia ancora vivido e potente. L’appello bis riguarda dieci imputati, tra cui sei funzionari della Regione Abruzzo accusati di disastro colposo e quattro persone, tra cui l’ex sindaco di Farindola, chiamati a rispondere di omicidio colposo.

Questo nuovo processo, disposto dalla Corte di Cassazione, rappresenta per le famiglie un passaggio fondamentale per fare luce su quelle responsabilità che avrebbero potuto, forse, evitare la tragedia. Il dolore della perdita si trasforma così anche in una forte richiesta di verità e giustizia, mentre l’Abruzzo si stringe attorno a queste storie di sofferenza, con la speranza che nulla di simile possa mai più accadere. La memoria di Rigopiano è un monito acceso nella coscienza collettiva, un ricordo che non si spegne nonostante il tempo, un simbolo di lotta e resistenza contro il silenzio e l’oblio.

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