L’AMMINISTRAZIONE DELLA RISSA DIVENTA LA NUOVA NORMALITÀ
Teramo e le risse non fanno più notizia. È questa, purtroppo, la verità cruda. Ieri sera, poco dopo mezzanotte, l’ennesima scena da film western: liti furibonde, sirene assordanti, ambulanze che sfrecciano in via d’urgenz
Un copione che ricorda le strade del Bronx, non una cittadina italiana. I social esplodono di commenti amari: «Sempre gli stessi, sempre la stessa zona… siamo in un incubo?».
Cittadini, commercianti e residenti si chiedono, con una preoccupazione che cresce ogni giorno: «Siamo certi che Teramo non stia scivolando verso un destino da piccolo Bronx italiano?».

La domanda non è più retorica. Settimane di scontri, degrado visibile, una percezione di insicurezza che diventa realtà. Oggi il sindaco parlerà, finalmente, in una conferenza stampa attesa come un salvagente.
Ma il silenzio del Prefetto, finora fermo nel definire Teramo “città sicura”, lascia un retrogusto amaro. Vorremmo chiedergli: «Ha visto i video? Ha camminato in quelle strade di notte? La sua definizione di 'sicurezza' include le risse che sembrano routine.

La narrazione ufficiale vacilla. Non bastano i comunicati. Serve un piano, serve visione, serve agire prima che Teramo diventi il simbolo di un declino urbano che nessuno ha voluto fermare. Perché una città non è sicura se i suoi cittadini tremano all’idea di uscire dopo le 22, se le forze dell’ordine corrono da un quartiere all’altro come vigili del fuoco.

Fino a quando la “normalità” di Teramo dovrà somigliare a quella di un quartiere in difficoltà? Non servono parole. Serve un intervento deciso, prima che il Bronx diventi più che un paragone.