TOSSICIA – Un antico rito che riscalda il cuore dell’inverno e rinsalda il legame con le radici. Tossicia, il suggestivo borgo ai piedi del Gran Sasso, si prepara a vivere sabato 24 gennaio una delle sue feste più identitarie: l’accensione del Fuoco di Sant’Antonio Abate. L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Toxicum 2.0 insieme al Comune e al Museo delle Genti del Gran Sasso, promette di intrecciare spiritualità, cultura e convivialità in una celebrazione che attraversa i secoli.
La giornata sarà ricca di appuntamenti, pensati per coinvolgere tutta la comunità e i visitatori in un percorso che va dalla devozione al folklore.
Dalle 16.00: il via con la Santa Messa nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, seguita dall’atteso e suggestivo momento della benedizione degli animali in Piazza Sant’Antonio.
A seguire: la piazza si animerà con i canti tradizionali del solstizio d’inverno, un patrimonio di memoria orale tramandato dagli allievi dei corsi di musica sotto la guida di maestri esperti come Carlo Di Silvestre.
Dalle 17.00: sarà possibile partecipare a una passeggiata culturale alla scoperta del borgo, che toccherà la chiesa e il Museo delle Genti del Gran Sasso, il quale garantirà un’apertura straordinaria e gratuita dalle 16.00 alle 20.00.
Il clou della festa è atteso per la serata. Alle 20.00, in Contrada Vicenne (presso la COEVEMA), le fiamme del tradizionale Fuoco di Sant’Antonio si alzeranno nel cielo invernale, diventando il simbolo di aggregazione e calore attorno al quale si svilupperà la parte più conviviale.

La comunità si ritroverà attorno al falò per condividere i sapori autentici della tradizione: saranno servite salsicce e i tipici “fuje strascinati”, accompagnati dal vin brulé offerto dal Gruppo Alpini di Montorio al Vomano. A scaldare ulteriormente l’atmosfera ci penseranno le esibizioni dei gruppi folk Thefolkband Gruppo Folkloristico e Gli Orsi della Valle, con musica, canti e balli che accompagneranno la notte.
Un appuntamento che si conferma come un ponte tra passato e presente, dove un rito antico continua a vivere e a riscaldare, anno dopo anno, il cuore della comunità.