Dal 16 al 18 gennaio, a partire dalle ore 18, il suggestivo borgo di Cermignano si trasforma in un palcoscenico vivo di storia e devozione con la 33esima edizione di “Lu Sand’Andonje”, l’antica festa d’inverno dedicata a Sant’Antonio Abate, il santo protettore degli animali e dei contadini, tra i più venerati in Abruzzo.
Radici Antiche e Riti Sacri
Questa tradizione secolare, che affonda le sue origini nella notte dei tempi della civiltà contadina abruzzese, rievoca con passione i canti di questua, le tentazioni dell’eremita e l’eterna lotta tra bene e male attraverso gruppi folkloristici itineranti, musici con l’antico organetto “lu ddù botte” e teatranti che animano le vie del borgo con balli popolari e allegria autentica. L’evento, promosso dall’associazione culturale “Lu Sand’Andonje” con il patrocinio del Comune di Cermignano e del Consorzio Bim, celebra i valori umani della religiosità popolare, unendo generazioni in un rito collettivo che preserva l’essenza selvaggia e spirituale dell’Abruzzo.
Programma Ricco di Emozioni
Tre serate indimenticabili propongono ricerca storica sui canti tradizionali, l’esposizione del carro storico dipinto con l’effige del santo, l’esecuzione dei canti di questua e la mostra fotografica che cattura l’anima della festa. Il tutto si arricchisce di gastronomia contadina, con menù a base di prodotti tipici locali, creando un’atmosfera di convivialità che scalda il cuore dell’inverno teramano.

Sapori della Memoria
Protagonisti assoluti sono i deliziosi dolci tipici “Li cillitte”, noti anche come uccelletti di Sant’Antonio o celli ripieni, biscotti friabili farciti con confettura d’uva (scrucchiata), mandorle tostate, cioccolato, vino cotto, pangrattato e cannella, da gustare con vin brulé e vino cotto per un’esplosione di sapori che incarnano la filiera artigianale abruzzese.
L’iniziativa invita cittadini, visitatori e turisti a immergersi in questa grande festa d’inverno, un rito autentico che unisce generazioni, mantiene viva la memoria storica e rafforza il senso di comunità in un mondo cambiato, celebrando uno dei culti più amati d’Abruzzo.