Con l'arrivo dei primi freddi e l'anticipo delle nevicate su Gran Sasso e Maiella, scatta in Abruzzo la pianificazione per l'accensione degli impianti di riscaldamento. La Regione ha stabilito il calendario per l'inverno 2025/2026, suddividendo il territorio in diverse zone con periodi e fasce orarie specifiche, con l'obiettivo di contemperare le esigenze di comfort con il risparmio energetico e la tutela ambientale.
Il calendario per zona
La disciplina, come da tradizione, varia in base all'altitudine e alla rigidezza del clima:
Le Zone Climatiche e l’Abruzzo
Le regole nazionali sono stabilite dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 16 aprile 2013, che divide l’Italia in sei fasce climatiche, dalla A (la più calda) alla F (la più fredda), in base alla temperatura media invernale. L’Abruzzo, data la sua conformazione geografica che spazia dalla costa alle alte montagne, ricade in ben tre di queste fasce, comportando date di accensione diverse.
La distinzione in dettaglio
Zona D (1° novembre – 15 aprile): Include tutti i comuni costieri e quelli immediatamente interni della regione, dove il clima è più mite.
Zona E (15 ottobre – 15 aprile): Riguarda gran parte del territorio collinare e montano dell’Abruzzo interno, dove le temperature si abbassano prima e richiedono un periodo di riscaldamento più lungo.
Zona F (Nessuna limitazione): Questa fascia comprende i comuni più elevati dell’Aquilano, del Gran Sasso e della Maiella. Qui il riscaldamento può essere attivato e tenuto in funzione senza vincoli di data o di orario.
Qualche esempio:
Zona D:
1° novembre – 15 aprile
Per quanto tempo: 12 ore giornaliere
Dove: Costa e zone collinari basse: ad esempio Pescara, Chieti, Vasto, Giulianova.
Zona E
Quando: dal 15 ottobre al 15 aprile,
Per quanto tempo: 14 ore giornaliere
Dove: interno collinare e montano: ad esempio L’Aquila, Teramo (città), Sulmona, Avezzano.
Zona F
Quando: Nessuna limitazione
Dove: Comuni di alta montagna, ad esempio Roccaraso, Campo Imperatore, Pescasseroli.
Le Deroghe: Il ruolo dei Sindaci e gli esempi Locali
È fondamentale ricordare che le date indicate sono le regole di base per gli impianti centralizzati, ma non sono assolute. I Sindaci dei singoli comuni hanno il potere di derogare alla normativa nazionale con apposita ordinanza in caso di temperature eccezionalmente rigide o, al contrario, miti.
In considerazione dell’abbassamento delle temperature fuori stagione, alcuni comuni abruzzesi al momento in cui scriviamo hanno già esercitato questo potere, anticipando l’accensione.
Impianti autonomi e deroghe
Per gli impianti autonomi, la normativa nazionale offre una maggiore flessibilità, permettendo l'accensione in qualsiasi periodo dell'anno. Tuttavia, si raccomanda comunque di seguire le indicazioni regionali per un uso più responsabile e economico dell'energia.
Sono previste deroghe ai limiti orari e temporali per specifiche situazioni, come:
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Strutture sanitarie e ospedaliere.
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Attività industriali e artigianali che necessitano di calore per i processi produttivi.
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Edifici con impianti a biomassa o geotermici.
L'obiettivo: ridurre consumi e impatto ambientale
Queste disposizioni, oltre a regolamentare il servizio, mirano a contenere i consumi di gas metano e a limitare le emissioni inquinanti, promuovendo al contempo un uso più consapevole e parsimonioso dell'energia. Per i Comuni resta la facoltà di modificare in via straordinaria i periodi di accensione in caso di condizioni climatiche eccezionali e prolungate.
I cittadini sono invitati a verificare sul sito della propria amministrazione comunale eventuali ordinanze specifiche.