11/09/2026

Stili di vita

Basciano: tra cartelli, edifici fantasma e giovani “socialmente impegnati”

Pubblicato il 2 min di lettura Di admin 124 visite
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Basciano: tra cartelli, edifici fantasma e giovani “socialmente impegnati”

A Basciano la piazza principale sta vedendo finalmente la luce… grazie al PNRR e a qualche terremoto opportunamente piazzato dalla natura nel 2016! 

I giovani del paese?

Apparizioni rare e con scarso interesse per la vita locale. Eccezione: la Sagra del Prosciutto, il momento clou dell’anno, quando tutti si trasformano in star locali tra selfie, cene pantagrueliche e applausi al prosciutto. Per il resto, smartphone alla mano, i ragazzi vivono più nelle chat di gruppo che nella piazza reale, ignorando tutto ciò che non abbia un hashtag.

All’ingresso del paese, cartelli stradali ammoniscono gli automobilisti: “Fate piano, i bambini giocano ancora per strada”.

  • Domanda spontanea: ma dove sono i bambini?
  • I cartelli sembrano solo un’installazione artistica, decorativa, (copiata da altri comuni) una sorta di ironica scenografia per chi arriva da fuori.

Le strutture pubbliche raccontano storie di sprechi e fantasia ridotta al lumicino.

Il palazzo vicino ai giardinetti, dimenticato e cadente, sarebbe perfetto per una residenza per anziani… se qualcuno si decidesse a pensarci.

L’Ospedaletto, una piccola cattedrale nel deserto progettata come succursale per analisi mediche ed altro verso l’ospedale di Atri (?), oggi è un magazzino comunale: un luogo in cui le pareti sembrano chiedere pietà, e i corridoi vuoti parlano più di disinteresse che di storia.

Tra edifici inutilizzati e spazi pubblici da scenografia teatrale, gli abitanti si incontrano solo nell’unico bar/ristoro del paese. Tutti insieme, generazioni incompatibili e conversazioni che rasentano la noia mortale: la socialità a Basciano ha il ritmo lento di un calendario scolastico estivo.

Basciano naviga tra cartelli ironici, edifici fantasma e giovani impegnati a contare like, mentre la vita reale del paese aspetta… la prossima Sagra del Prosciutto, giorni gloriosi in cui tutti diventano improvvisamente patrioti del prosciutto.

Tra un cartello che avvisa dei bambini invisibili e un mancato Ospedaletto, ora magazzino, che sembra una cattedrale abbandonata, il paese resta uno spettacolo tragicomico degno di un film surreale!

Anonimo Veneziano - Abbiamo rimasti in pochi!

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