27/10/2026

Lavori

L’Abruzzo non è una regione per vecchi

Pubblicato il 1 min di lettura Di admin 46 visite
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L’Abruzzo non è una regione per vecchi

Nei prossimi anni 65mila lavoratori andranno in pensione

Come in un titolo che riecheggia il celebre film dei fratelli Coen, “L’Abruzzo non è un paese per vecchi” sembra oggi descrivere la realtà della nostra regione. Nei prossimi quattro anni, infatti, oltre 65mila abruzzesi lasceranno il lavoro per la pensione, ridisegnando in profondità il tessuto produttivo e sociale.

Un dato che, se da un lato restituisce l’immagine di una generazione che ha portato avanti l’economia per decenni e che ora si ferma, dall’altro apre un enorme interrogativo: chi prenderà il loro posto?

Le imprese dovranno fare i conti con un ricambio generazionale spesso insufficiente, mentre i giovani, troppo spesso costretti a emigrare, rischiano di lasciare l’Abruzzo senza le forze necessarie per affrontare le sfide del futuro.

Dietro le cifre c’è la fotografia di un territorio che invecchia, che perde manodopera e che rischia di rimanere intrappolato in un vuoto di competenze e prospettive. Un “paese per vecchi” che però non può permettersi di esserlo, se vuole guardare avanti.

La sfida, ora, è quella di trattenere i giovani, creare lavoro stabile e attrattivo, e fare in modo che la regione resti viva, produttiva e capace di crescere. Perché l’Abruzzo, oggi più che mai, ha bisogno di essere una regione per giovani.

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