27/10/2026

Lavori

Non i giovani, ma le imprese: il rifiuto allo sfruttamento spiega la difficoltà a trovare stagionali

Pubblicato il 2 min di lettura Di admin 57 visite
Condividi:
Non i giovani, ma le imprese: il rifiuto allo sfruttamento spiega la difficoltà a trovare stagionali

ARTICOLO TOSTO!

Secondo la Filcams Cgil Abruzzo e Molise, le difficoltà nel reperire stagionali nel settore del turismo non derivano da un’assenza di volontà nei giovani, bensì dalla crescente insofferenza verso condizioni lavorative irregolari e degradanti.

I dati del 2022 relativi alle ispezioni nell’accoglienza e ristorazione abruzzesi rivelano una realtà allarmante: 250 irregolarità rilevate su poco meno di 300 controlli, equivalenti a un tasso dell’85% di imprese che violano i contratti collettivi di lavoro. Spiccano casi di lavoro nero, contratti fittizi per poche ore che in realtà ne richiedono molte di più, mancato rispetto dei riposi, turni estenuanti, buste paga incomplete o inesistenti, ferie non retribuite, e la scadenza dei contratti collettivi da tempo non rinnovati.

La precarietà grava in modo particolare sui giovani stagionali: su circa 30 000 occupati nel turismo in Abruzzo, solo poco più di 2 000—circa uno su dieci—ha un contratto a tempo indeterminato. Naturalmente, una struttura che si mantiene sullo sfruttamento non è sostenibile nel lungo termine.

Non si tratta di pigrizia o disinteresse da parte dei giovani: spesso, essi rifiutano semplicemente condizioni inaccettabili. Stanchi di contratti per 12 ore settimanali che ne richiedono 60, di voucher, di lavoro nero, o di orari massacranti senza copertura normativa, sempre più preferiscono non intraprendere la stagione estiva piuttosto che accettare di essere sfruttati.

In definitiva, il vero problema non è che “i giovani non vogliono lavorare in estate”, ma che non intendono più permettere di essere sfruttati perché «il lavoro vale», come ribadisce la campagna "Turismo SottoSopra" promossa dalla Filcams.

Perché questa reinterpretazione è importante:

Solleva la responsabilità delle imprese, non dei giovani che, al contrario, desiderano occuparsi ma in condizioni dignitose.

Sottolinea il valore della dignità e dei diritti, affermando che il lavoro dev’essere riguardo, regolarità, tutela.

Riduce lo stigma verso i giovani stagionali, spazzando via cliché come “non vogliono lavorare”.

Potrebbe interessarti anche

Commenti (0)

Accedi o registrati per lasciare un commento.

Non ci sono ancora commenti approvati.